RIS 2006 - Foto Massimo Bettiol

 

comunicato n.2 del 12.04.2007

 

Rally d’Italia Sardegna: Privati e Istituzioni “sentinelle” del territorio

Il territorio della Gallura insieme al Rally d’Italia Sardegna. La tappa italiana del campionato del mondo rally deve restare in Sardegna. Questi in sintesi i contenuti dell’intesa siglata mercoledì 11 aprile nella sala consiliare della provincia Olbia- Tempio, protagonisti Angelo Sticchi Damiani, presidente del comitato organizzatore, la Presidente della Provincia Olbia- Tempio Pietrina Murrighile, il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il sindaco di Tempio Antonio Pintus, il sindaco di Arzachena Pasquale Ragnedda, il sindaco di Buddusò Antonio Satta, il Sindaco di Luras Maria Giuseppina Careddu, il sindaco di Onanì Fausto Goddi, il sindaco di Sant’Antonio di Gallura Benito Scanu, e il Consigliere provinciale di Alà dei Sardi Gilberto Bo.

Nell’introdurre gli argomenti di discussione, la Presidente Pietrina Murrighile ha invitato i sindaci presenti “a farsi sentinelle nella difesa del territorio dalla minaccia che comporterebbe per l’Isola, la rinuncia di un evento che non ha eguali in termini di ritorno economico e esposizione mediatica”. “Il rally è nostro e cercheremo di tenercelo con ogni mezzo” afferma il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, dando voce ad un pensiero comune a tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti nell’aula: impiegare ogni risorsa possibile perché il mondiale resti sardo.

“La promozione degli sport automobilistici in Italia è materia specificata all’articolo 2 dello statuto dell’Aci” ha esordito il Presidente Angelo Sticchi Damiani e la scelta della Sardegna quale teatro della manifestazione non è casuale: l’edizione 2006 del Rally d’Italia Sardegna è stato dichiarata dalla FIA come una delle migliori campionato. “L’Aci continua a credere fortemente nel territorio” continua Sticchi Damiani “e ritiene essenziale il ruolo delle istituzioni locali nella ricerca di soluzioni comuni”.

Tutti i sindaci presenti hanno espresso la chiara consapevolezza dei benefici che la manifestazione comporta per la Sardegna: la destagionalizzazione del flusso turistico, la valorizzazione di aree meno conosciute, ignorate dal turismo di massa ma ricche di tradizioni e siti dall’elevato valore naturalistico, la diffusione del nome e dell’immagine della Sardegna in tutto il mondo, e hanno offerto al presidente Sticchi Damiani la disponibilità in proporzione alle proprie risorse. L’accordo politico bipartisan tra il comitato organizzatore e le istituzioni locali prevede inoltre l’impegno da parte delle ultime a non procedere alla bitumatura dei percorsi, evidente limite allo svolgimento della gara che deve la sua forza e la sua spettacolarità proprio alla presenza degli sterrati. Il comitato organizzatore, alla conclusione dell’evento, distribuirà a tutti i comuni coinvolti una mappa per suggerire quali percorsi dovranno essere salvati dall’asfalto perché la tradizione rallystica mondiale in Sardegna abbia un seguito.

Non da meno gli imprenditori privati del territorio che aderiscono senza riserve all’organizzazione. Grazie alla collaborazione con aziende del calibro del Gruppo Colony, concessionario della Marina Vecchia e partner dell’evento, la cerimonia di partenza e di arrivo, rispettivamente il 17 e il 20 maggio, avranno luogo a Porto Cervo, prestigiosa location in cui verranno allestiti podio e parc fermè. La cena sarà preparata al Cala di Volpe, hotel glamour dal grande fascino. Intesa proficua anche con Meridiana e con il suo tour operator Wokita per la predisposizione di pacchetti turistici e con aziende del calibro della Cantina del Vermentino, espressione di realtà galluresi conosciute in tutto il mondo.

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