SIMO DEI MILLE LAGHI
Lampinen direttore di gara del Rally
d’Italia parla del suo Sardegna.
E’ uno dei personaggi più carismatici
del rallismo internazionale, un uomo
saggio che nel corso della sua vita ha
vissuto questo mondo in maniera totale.
Da giovane come pilota di altissimo
livello, poi come organizzatore,
direttore di gara, membro negli anni di
varie commissioni internazionali FIA ed
anche come commentatore per la
televisione finlandese. Difficile
insegnarli qualcosa, molto più facile
starlo ad ascoltare, per ore ed ore,
rapiti dalle mille storie che può
raccontarti. Strettamente legato
all’Italia - nove gli anni passati in
Lancia e FIAT come pilota ufficiale -
quando tre anni fa fu chiamato alla
cabina di regia del Rally d’Italia da
Gino Macaluso e Ninni Russo, accettò con
entusiasmo. “ Parte del mio cuore è
italiano e non ho avuto nessun dubbio ad
accettare l’offerta fattami. Fin
dall’inizio l’ho considerata una grande
scommessa; quella di creare da zero una
corsa completamente nuova, in un
territorio assolutamente inedito nello
scenario del mondiale. Oggi al via della
terza edizione possiamo dire di averla
vinta e di essere riusciti a creare un
rally di assoluto rilievo e dalle
caratteristiche del tutto particolari”.
Proprio su questa unicità del percorso
Simo Lampinen insiste particolarmente. “
Quello che può offrire la Sardegna , non
lo può offrire nessun altro posto al
mondo. Il fascino di questa isola ed il
fascino dei rally nella loro espressione
massima uniti insieme; un cocktail
irripetibile che rende unica questa
grande corsa. Non dovevamo fare un rally
qualsiasi e ci siamo riusciti. Fin
dall’inizio abbiamo imboccato la strada
giusta, apportando poi dei correttivi in
base alle esperienze fatte. Devo dire
che ora il percorso è assolutamente di
alto livello. Abbiamo leggermente
aumentato la media delle prove speciali
e questo sarà sicuramente gradito dai
piloti . Ma non abbiamo snaturato le
caratteristiche di fondo del rally che
rimane gara dalla media generale non
altissima , gara molto tecnica, gara che
necessita da parte dei piloti estrema e
continua concentrazione. Naturalmente
dobbiamo ancora crescere, ma ci sono
tutte le condizioni perché questo
accada”. E’ soddisfatto Lampinen per il
lavoro fatto dalla squadra che capeggia,
e da quello fatto dal Comitato
Organizzatore in particolare da Angelo
Sticchi Damiani e da Antonio Turitto.
“Qualcuno all’inizio ci ha guardato con
diffidenza, ora il territorio è invece
dalla nostra parte. L’essere accettati
completamente dal territorio che ti
ospita e dalla sua gente è un fatto
assolutamente determinante”.
All’apparenza fragile Lampinen è
assolutamente implacabile quando è nel
ruolo di direttore di gara, un ruolo che
a livello mondiale ricopre anche nel
Rally di Turchia, valido per il mondiale
rally, nell’Oman Rally, valido per il
Campionato Medio Orientale, e nel Rally
di Tailandia, appartenente al Campionato
Asia Pacifico. “ Quello del Direttore di
Gara è un mestiere molto delicato. Devi
essere assolutamente reattivo,
particolarmente deciso, ma devi anche
saperti confrontare con gli altri ,
cercare di ascoltare il parere di tutti.
Ma devi essere assolutamente conscio che
l’ultima decisione spetta solamente a
te”.
SCHEDA SIMO
LAMPINEN
Simo Lampinen è nato ad Helsinki,
Finlandia, il 22 giugno 1943, è sposato
con Milli ed ha 3 figli e 6 nipoti. Ha
corso per 20 anni. Di questi ben nove,
dal 1970 al 1978, sulle vetture di Casa
Lancia e Fiat: la Fulvia, la Beta Coupè
e la Stratos e 131 Mirafiori Abarth.
Eccellente il suo palmares; tra i suoi
record le 18 partecipazioni consecutive
al 1000 Laghi, arricchite da tre
vittorie e quattro secondi posti. Tra le
altre vittorie sono da ricordare il
primo posto al Rally RAC, Rally
Portogallo e Rally Marocco. Appeso il
caso al chiodo all’età di 36 anni
Lampinen , dopo una breve parentesi come
commentatore della più importante
televisione finlandese, ha iniziato la
sua carriera a livello di ufficiale di
gara diventando ben presto il Direttore
di Gara del 1000 Laghi, carica che ha
ricoperto per oltre 20 anni. Dal 1985 è
entrato in Fia con vari ruoli, come
Osservatore, membro della Commissione
Rally, ed ora componente della
Commissione Sicurezza del Wrc.
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