31/05/2017 – Tiziano Siviero ha disegnato anche quest’anno il Rally Italia Sardegna, che cambierà ancora il suo look in questa sua 14a edizione. La gara in programma dall’8 all’11 giugno, è organizzata dall’Automobil Club d’Italia con la partnership della Regione Sardegna e sarà come lo scorso anno più compatta rispetto al passato. Anche stavolta coinvolgerà infatti soltanto il nord dell’isola, con un percorso articolato su un totale di 19 prove speciali e 312 km cronometrati.

Ecco subito svelati dal due volte campione del mondo i perché di questa scelta. «Abbiamo scelto di confermare la conformazione dello scorso anno – ha commentato l’ex copilota veneto – vale a dire un percorso più omogeneo. Per lo shakedown abbiamo riproposto quello già disputato lo scorso anno di Olmedo-Monte Baranta. Poi abbiamo optato, come nel 2016, per una super speciale d’apertura sempre vicina ad Alghero, e così si è deciso di riproporre ancora l’Ittiri Arena Show, una prova ricavata all’interno di una pista abbandonata di motocross e autocross, che lo scorso anno aveva riscosso un ottimo ritorno di pubblico. La sera poi si va a Olbia, una scelta precisa dettata dalla voglia di coinvolgere di nuovo dopo quattro anni la Gallura, che è stata la culla dei rally nell’isola».

Sulla prima tappa lo storico navigatore di Miki Biasion si sofferma soprattutto sul ritorno delle speciali di Terranova e Monte Olia e sulla conferma delle prove di Tula e Tergu-Osilo. «Sono otto le prove da disputarsi nella prima tappa, in pratica quattro ripetute due volte, per un totale di 125,46 km cronometrati. Si inizia con il ritorno di Terranova e Monte Olia, due classici che rientrano e che sono stati dei capisaldi di questa gara. Queste due speciali divise di solo qualche centinaio di metri, hanno tutto per soddisfare i palati più esigenti sia dei piloti che del pubblico. Si prosegue poi con la speciale di Tula, new entry dello scorso anno, la classica prova che può fare la differenza con i suoi continui cambi di ritmo racchiusi in soli 15 km dove, se non capisci velocemente come devi guidare, rischi di prendere delle legnate di secondi. Per terminare ci sarà ancora il crono di Tergu-Osilo (km 14,88), da sempre un classico dei rally in Sardegna».

Il sabato ci sarà poi la tappa più lunga e dura della gara, una tappa classica di questa corsa ricavata interamente nella regione del Monte Acuto. «Sarà una giornata selettiva anche se composta da sole sei speciali – ha evidenziato Siviero – perché è la più lunga visto che nel complesso misurerà 143 km cronometrati. I crono in programma, che verranno ripetuti due volte, saranno quelli di Coiluna-Loelle (km 14,95), in versione cortissima perché nel pomeriggio andrà in onda in diretta tv, Monti di Alà (km 28,52) e Monte Lerno. Queste ultime due speciali sono separate da un centinaio di metri, in pratica è come se fossero un’unica prova di 58 km. Abbiamo preferito non fare un’unica spaciale perché in caso di problemi sulla strada, si verrebbero a perdere troppi km di speciale, con il rischio di sminuire troppo la lunghezza e la durezza del rally».

Infine domenica 11 giugno la tappa finale di 42,04 km cronometrati composta da quattro speciali. «E’ la classica giornata conclusiva, in cui ci saranno due passaggi sul crono stavolta accorciato a 6,96 km di Sassari-Argentiera e due in quella ormai classica di Cala Flumini (km 14,06), che sarà anche quest’anno la power stage finale. La prova dell’Argentiera, fatta l’anno scorso per la prima volta, svolge nella zona di Palmadula dove attraversa anche una miniera dismessa di piombo argentifero, e transita in alcuni punti a ridosso del mare con degli scenari davvero incantevoli. Per questo visti i consensi ottenuti lo scorso anno sia dal pubblico presente che in tv è stata confermata a pieni voti».

Per terminare Tiziano Siviero non ha dubbi su dove si deciderà la gara. «Sarà anche stavolta decisiva la seconda tappa, in pratica tutto il comprensorio di Monte Lerno dove si disputano le tre prove di quella giornata. Un vero classico di questo rally, dove i migliori sono sempre riusciti ad imporre la loro legge, tra l’altro con distacchi mai banali. Una vera tesi di laurea per vecchi e nuovi pretendenti al titolo mondiale».