04/06/2019 – Tiziano Siviero ha disegnato anche quest’anno il Rally Italia Sardegna che si è rifatto il look con alcuni miglioramenti “estetici” per questa sua 16a edizione. La gara in programma dal 13 al 16 giugno, organizzata dall’ Automobil Club d’Italia con la partnership della Regione Sardegna, sarà come nelle ultime edizioni molto compatta, coinvolgendo anche stavolta soltanto il nord dell’isola, con un percorso articolato su un totale di 19 prove speciali e 310,52 km cronometrati. Siviero spiega i perché di questa scelta. «Abbiamo scelto di confermare la conformazione delle ultime tre edizioni – ha commentato l’ex copilota veneto – perché presenta un percorso omogeneo, facile da gestire che ha ottenuto ampi consensi da parte di piloti e team. La novità più importante riguarda lo shakedown di Olmedo, quasi tutto ricavato nella miniera di bauxite, ricco di salti, curvoni e chicane tra macchinari in disuso, disegnati appositamente per deliziare spettatori e fotografi. Poi si continua al giovedì sera con la prova spettacolo, faremo anche quest’anno due giri nell’Arena Show di Ittiri, un crono che verrà trasmesso in diretta televisiva, dove con il passare delle edizioni il circuito è stato abbellito e completato con diverse tribune».

Sulla prima tappa lo storico navigatore di Miki Biasion si sofferma soprattutto sul “remake abbellito” del format dell’anno scorso. «La prima tappa è simile a quella del 2018 – ha continuato – con la conferma delle prove di Tula, Tergu-Osilo, Castelsardo e Monte Baranta. Sono otto le prove da disputarsi, quattro ripetute due volte, per un totale di 124 km cronometrati. Si inizia con i 22 km della speciale di Tula, un po’ modificata rispetto all’anno scorso, che è diventata ora una delle prove più difficili ed insidiose di tutto il rally, seguita poi dalla speciale di Castelsardo lunga 14 km, anche questa un po’ modificata rispetto allo scorso anno. In entrambe queste prove abbiamo inserito dei nuovi tratti con dei panorami mozzafiato che faranno la gioia dei fotografi, a seguire ci sarà un classico dei rally in Sardegna, la Tergu-Osilo di km 14. Per terminare il giro del venerdì andremo a fare il crono di Monte Baranta (10,99 km), nella zona in cui il giorno prima abbiamo fatto lo shakedown ed anche su questa prova ci sarà una leggera modifica rispetto al 2018 con una nuova parte finale inserita per creare una zona nuova per il pubblico».

Il sabato ci sarà la tappa più lunga e dura della gara, la classica giornata del Rally d’Italia Sardegna ricavata sugli sterrati del Monte Acuto, anche qui con un format simile a quello dello scorso anno. «Con i suoi 142,42 km cronometrati – ha dichiarato Siviero – quella di sabato sarà una giornata che farà la differenza anche se composta da sole sei speciali, perché oltre ad essere la più lunga presenta anche le speciali più selettive. I crono in programma, che verranno ripetuti due volte, saranno quelli di Coiluna-Loelle (km 14,97), in versione rivista rispetto allo scorso anno, così studiata per soddisfare i parametri della diretta tv ed aumentarne la spettacolarità, più le classicissime Monti di Alà di 28,21 km, e di Monte Lerno lunga quest’anno 28.03 km, caratterizzata come sempre dal suo famosissimo Micky’s Jump. Anche in queste 2 ultime speciali ci saranno delle piccole modifiche di percorso a tutto vantaggio degli spettatori e dei media, specialmente su Monte Lerno dove risulterà facilitato l’accesso veicolare verso il famoso salto e dove, prima del fine PS, sarà reinserito il famoso guado posto all’entrata del Cantiere Forestale di Filigosu. Da notare che queste ultime due speciali sono separate tra di loro da poche centinaia di metri, in pratica è come se fosse un’unica prova di 58 km. Abbiamo preferito anche stavolta non fare un’unica speciale perché in caso di annullamento si verrebbero a perdere troppi km di speciale, con il rischio di ridurre troppo la lunghezza e conseguentemente la difficoltà del rally».

Infine la tappa finale di domenica di soli 41,89 km cronometrati, è composta da sole quattro prove speciali ed è identica a quella delle ultime due edizioni. «E’ la stessa giornata conclusiva della scorsa edizione – ha evidenziato – in cui ci saranno due passaggi sull’ormai classica speciale di Cala Flumini (km 14,06) e sulla Sassari-Argentiera (km 6,89 in diretta TV in entrambi i passaggi) che nel secondo passaggio sarà anche la power stage finale, come nelle ultime due edizioni. La prova dell’Argentiera, che deve il suo nome ai vicini resti di una miniera dismessa di piombo argentifero, prevedrà, come negli anni scorsi, il tratto finale a ridosso del mare con degli scenari davvero incantevoli ed unici, che l’hanno fatta eleggere dagli addetti ai lavori come la power stage più bella del mondiale». Infine Tiziano Siviero non ha dubbi su dove si deciderà la gara. «Sarà anche stavolta decisiva la seconda tappa, in pratica tutta la zona di Monte Lerno dove si disputano le sei prove di quella giornata. Un vero classico di questo rally, dove quasi sempre i migliori sono riusciti ad imporre la loro legge, tra l’altro con distacchi mai banali. Una vera tesi di laurea per tutti i vari pretendenti al titolo mondiale anche se a dire il vero lo scorso anno la gara si è decisa all’ultima PS per pochissimi decimi di secondo».

«Un’altra novità importante sarà l’inserimento, all’interno della gara, del Campionato Italiano Rally (CIR) e del Trofeo Rally Terra (TRT), un’occasione unica per i partecipanti ai nostri maggiori campionati per confrontarsi con i piloti che partecipano al WRC2. Era dai tempi del Sanremo che non succedeva che i nostri si confrontassero “ad armi pari” con i migliori del mondiale (in questo caso con quelli del WRC2 che hanno le stesse auto (R5) dei due Campionati nostrani), in verità in qualche edizione i nostri avevano corso nel RIS ma solo dietro il mondiale, situazione che per condizione stradale, differenza di orari e temperature non poteva certo considerarsi “ad armi pari” mentre quest’anno ai nostri migliori driver potrebbe pure venire l’idea di cercare di giocarsela nella categoria cadetta».